19Mar
By: Innoveazine Acceso: Marzo 19, 2019 In: Innoveazine Comments: 0

Le emozioni come guida delle strategie di marketing

La capacità di evocare una risposta emozionale, mediante uno spot pubblicitario o altri mezzi di comunicazione, è uno degli obbiettivi del marketing. Vi è mai capitato di vedere in televisione uno spot che vi abbia suscitato in voi qualche emozione? Bene, quello spot è riuscito a stimolare la vostra sfera psicosensoriale. Questi fenomeni dimostrati, da parte dell’economia e del marketing, sono stati a lungo trascurati in quanto ci si fermava alla complessità della misurazione e quantificazione delle emozioni. Nella pubblicità dunque, l’emozione è stata dunque per molto tempo ignorata a discapito dell’elaborazione di modelli fondati esclusivamente sull’utilità e la razionalità dell’individuo.

Sono stati apportati numerosi progressi negli studi relativi al funzionamento del cervello e del rapporto esistente tra il comportamento di un essere umano e la propria attività celebrale. Diversi esperimenti legati all’ambito delle neuroscienze hanno dimostrato che le emozioni sono la base fondante dei pensieri, dei comportamenti e delle azioni degli individui. È grazie a questa presa di consapevolezza che negli ultimi anni abbiamo assistito allo sviluppo del Neuromarketing, una disciplina che lega il marketing con la psicologia e la neurologia. Il Neuromarketing ha come obbiettivo quello di comprendere ciò che accade a livello celebrale nelle persone che in seguito ad alcuni stimoli provenienti da marche, pubblicità e prodotti decidono di acquistare o fidelizzarsi verso un determinato brand. Vuole comprendere dunque le strategie che stanno dietro a questi comportamenti e riuscire ad agire guidando le scelte e le emozioni dei propri consumatori.

In una società che cambia di continuo, per chi produce beni e servizi, è indispensabile comprendere i ragionamenti che i suoi clienti e consumatori compiono ogni qual volta che entrano in contatto con la sua realtà. Un brand può suscitare sensazioni precise a seconda di quello che rappresenta a livello inconscio nella mente del consumatore. Secondo il Neuromarketing, le scelte che vengono compiute durante l’acquisto sono legate a pochissime variabili di cui possiamo ritenerci consci. Allo stesso tempo, il consumatore agisce anche attraverso meccanismi di natura inconscia.

Chi si occupa di marketing, quando deve ideare una strategia, deve ragionare tenendo conto di questi due livelli affinché riesca a decidere a priori le emozioni che vuole spingere a far provare al proprio consumatore. Grandi brand come per esempio Google, Apple e Coca Cola hanno adottato strategie di Neuromarketing nelle loro campagne di comunicazione e questo ci permette di poter affermare che anche i big abbiano bisogno di fidelizzare i propri consumatori e creare con loro anche una sorta di rapporto emotivo.

Festa del papà 2019

Oggi, martedì 19 febbraio 2019, ricorre come ogni anno la Festa del Papà, ricorrenza molto sentita e molto sfruttata in ambito marketing per la realizzazione di spot e campagne di comunicazione dal forte impatto emotivo. Negli ultimi anni stiamo osservando come molti brand, oltre che sfruttare l’onda emotiva che accompagna questa lieta ricorrenza, cerchino di sensibilizzare e informare anche sul ruolo dei padri. Tanti però sono anche gli errori che vengono compiuti, lo stiamo osservando nelle ultime ore con la campagna flop di Feltrinelli che ha portato avanti un messaggio anti-papà e che il noto brand di editoria ha cercato di risolvere cambiando all’ultimo la propria pubblicità relativa alla festa del papà.

Smuovere la coscienza del consumatore e comunicare con lui attraverso i sentimenti è un’ottima occasione per il pubblicitario, in televisione e sui canali social troviamo spesso e sempre più spot  che hanno le sembianze di affascinanti corti cinematografici d’autore. Questi spot sono caratterizzati da una lunghezza media/breve, scene e musica dal forte impatto emozionale. Queste pubblicità hanno alle spalle una direzione paragonabile a quella di un film, viene data una grande importanza alla recitazione e spesso e volentieri raccontano la “straordinarietà dell’ordinario. Il Neuromarketing ci ricorda quanto le emozioni siano ancora una volta al comando della nostra vita.